Slow Summer | In Conversation with ÉRATO co-founders, Claudia and Sofia

In the Greek mythology, Erato was the muse of love poetry.

Érato Mediterraneo is an ode to the poetry of life in the Mediterranean, between the colours of the sky and the sea, the laughter and chatter of the people, of the tangible and intangible heritage of a land that has never ceased to surprise us...

With Érato Mediterraneo, the creative duo Claudia and Sofia, narrate life, that simple and chaotic, hectic and slow, silent and noisy, unpredictable and sweet life...

Life made up of extra-ordinary encounters, which have their scenery in the cradle of many civilisations, a territory that has always united cultures, intellects, traditions, and that has been able to create a dialogue that is dear to us and that spontaneously pushes us to get together with others.

I decided to leave the original version of the conversation with Claudia and Sofia, because language is also poetry, culture, and the way we express ourselves can say a lot about who we are.


 

Hello Claudia, hello Sofia, can you give us a little intro into your universe?

Hello Florence, we could say that our world has always been rich of a great passion for travel and discovery, the fascination for every type of art and its most varied expressions, in the search for sensations that could impress so strongly in ours mind and in our heart to the point of creating indelible memories in our emotional and sensory baggage. It is a world where not always everything is perfect but where you also want to give value to chaos, to small things, to unconventional but rich in humanity paths that then, almost always, lead to incredible destinations. It is a world that does not want to counterfeit life but to take it in the best possible way, with everything that happens and has to offer the path; all constantly fueled by an almost insatiable curiosity and a great complicity which are our main engines. Érato was born because we felt not only that we wanted to share inspirations and memories, but also because we liked the idea of ​​creating a space where "those like us", with our "philosophy", could find new stimuli and positive emotions, and above all could find a community.

[ Ciao Florence, potremmo dire che il nostro mondo è da sempre stato ricco di una grande passione per il viaggio e la scoperta, della fascinazione verso ogni tipologia di arte e delle sue espressioni più variegate, dalla ricerca di sensazioni che potessero imprimersi così fortemente nella nostra mente e nel nostro cuore al punto da creare ricordi indelebili nel nostro bagaglio emotivo e sensoriale. É un mondo dove non sempre tutto è perfetto ma dove si vuole dare valore anche al caos, alle piccole cose, ai percorsi non convenzionali ma ricchi di umanità che poi, quasi sempre, portano verso destinazioni incredibili. È un mondo che non vuole artefare la vita ma prenderla nel modo migliore possibile, con tutto quello che capita e ha da offrire il percorso; il tutto costantemente  alimentato da una curiosità quasi insaziabile e di una grande complicità che sono i nostri principali motori. Érato è nata perché sentivamo non solo di voler condividere ispirazioni e ricordi, ma anche perché ci piaceva l’idea di creare uno spazio dove “quelli come noi”, con la nostra “filosofia”, potessero trovare nuovi stimoli ed emozioni positive, e soprattutto potessero trovare una comunità.] 

 

How did you both meet and begin working together?

We met many years ago, in a dance hall, when we were enthusiastic teenagers. A few years later, or a year and a half ago, having kept the same enthusiasm, we decided to create a space and a hobby in common, Érato, which with great pleasure and even a bit of healthy surprise has become a real work for us. work, especially since our baby “Pantelleria” was born (which we will talk about afterwards, with all the pride that new mothers have hahahaha). We have always been very aligned in terms of tastes, passions, and interests and this united us immediately, giving us, over the years, the opportunity to enrich and contaminate each other, at the same time, however, we have different characters enough to form a balanced team to manage a business, we leverage each other's strengths to "always get where the other ends". Whether it lasts a year or thirty, the goal is to always maintain this spirit.

Ci siamo conosciute molti anni fa, in una sala di danza, quando eravamo delle teenagers entusiaste. Qualche anno più tardi, ovvero un anno e mezzo fa, avendo conservato lo stesso entusiasmo abbiamo deciso di creare uno spazio ed un hobby in comune, Érato, che con grandissimo piacere ed anche un pò di sana sorpresa è diventato per noi un vero e proprio lavoro, soprattutto da quando è nato il nostro bimbo “Pantelleria” (di cui poi parleremo abbondantemente dopo, con tutto l’orgoglio che hanno le neomamme hahahaha). Siamo sempre state molto allineate in tema di gusti, passioni, ed interessi e questo ci ha unito da subito dandoci poi negli anni la possibilità di arricchirci e contaminarci le une con le altre, al tempo stesso però abbiamo caratteri diversi quanto basta per formare un team equilibrato per gestire un business, facciamo leva sui reciproci punti di forza per “arrivare sempre dove l’altra finisce”. Che duri un anno o trenta, l’obiettivo è quello di mantenere sempre questo spirito.]

Where does your love for Mediterranean come from?

The Mediterranean is something that we have "under the skin" because it was given to us as a gift, but it is also something to which we have been, fortunately, educated with passion: for us it is summed up in the culture and artistic heritage of which it is jealous guardian, in the traditions that pass from generation to generation, in the mastery of cooking and in the education of the importance of ingredients; in the enhancement of each territory because it has unique characteristics and their diversity is richness, and this is a precious legacy that the Mediterranean has since the times of the Greeks, Phoenicians, Arabs, etc etc: it has always been a place of union, fusion and creation, of exchange, of inspiration from which great things were born and this spirit is the same one that fascinates us the most and that we hope to pursue with Érato. If we had to give an image of our conception of the Mediterranean it would be Matisse's "La Danse" (The Dance): hands that come together not only to stand up, but to do much more: dance.

Il Mediterraneo è qualcosa che abbiamo “sotto la pelle” perchè ci è stato dato in dono, ma è anche qualcosa a cui siamo state, fortunatamente, con passione educate: per noi è riassunto nella cultura e nei patrimoni artistici di cui è geloso custode, nelle tradizioni che passano da generazione in generazione, nella maestria in cucina e nell’educazione all’importanza degli ingredienti; nella valorizzazione di ogni territorio perché ha caratteristiche uniche e la loro diversità è ricchezza, e questo è un retaggio prezioso che il Mediterraneo ha fin dai tempi dei greci, fenici, arabi ecc ecc: è da sempre stato un luogo di unione, contaminazione e creazione, di scambio, di ispirazione dal quale sono nate cose grandiose e questo spirito è lo stesso che ci affascina di più e che ci auguriamo di perseguire con Érato. Se dovessimo dare un’immagine della nostra concezione del Mediterraneo sarebbe “La Danse” (La Danza) di Matisse: mani che si uniscono non solo per restare in piedi, ma per fare molto di più: ballare. ]

 

You define your mission as travellers as "Orchestration of the senses": can you explain us what you mean?

"Orchestration of the senses" certainly comes from our passion for music, dance, and every creative process: it represents our way of approaching travel because the words that compose it contain two fundamental themes for us: the enhancement of all 5 the senses and the term “orchestration” which, deriving from the verb “to orchestrate”, indicates for us an action, a process that deserves attention and commitment. The sensations are spontaneous, but the circumstances can be made custom made and it is in this realization that a design that our mind had imagined, dreamed, desired is put into practice. As mentioned, we have been dancers for many years and thanks to this the "vision" has always been part of us because it is something we have been educated to, we have remained within the awareness that choreography is not always something unnecessary and superficial, a destroyer, but a real form of communication and source of emotions. The choreographer directs the dancers, brings out the best in them, combines the steps with the musical notes, and in the same way the maestro creates with different instruments, so we try to do with our senses. “Orchestration” simply sounded better, but we believe it expresses this concept anyway!

“Orchestration of the senses” nasce sicuramente dalla nostra passione per la musica, la danza, ed ogni processo creativo: Rappresenta il nostro modo di approcciare al viaggio perché le parole che lo compongono contengono due temi fondamentali per noi: la valorizzazione di tutti e 5 i sensi ed il termine “orchestrazione” che, derivando dal verbo “orchestrare”, indica per noi un’azione, un processo merita attenzione ed impegno. Le sensazioni sono spontanee, ma le circostanze possono essere realizzate custom made ed è proprio in questa realizzazione che si mette in pratica un disegno che la nostra mente aveva immaginato, sognato, desiderato. Come detto, siamo state ballerine per tanti anni e grazie a questo la “visione” ha sempre fatto parte di noi perché è qualcosa a cui siamo state educate, ci è rimasta dentro la consapevolezza che la coreografia non è sempre qualcosa di superfluo e superficiale, un distruttore, ma una vera e propria forma di comunicazione e fonte di emozioni. Il coreografo dirige i ballerini, tira fuori il meglio di loro, combina  i passi con le note musicali, e allo stesso modo il direttore d’orchestra crea con strumenti diversi, così noi cerchiamo di fare con i nostri sensi. “Orchestration” suonava semplicemente in modo migliore, ma crediamo esprima ugualmente questo concetto! ]

 

How has your own style or approach to travel and lifestyle evolved over the years?

Our way of traveling has always faithfully reflected our approach to life, and vice versa. The two aspects have always been closely linked to each other and for this reason they continue to influence each other almost simultaneously. It is inevitable that they have evolved a lot in almost 10 years of travel and friendship and this is good because it means that we have changed too, our priorities, our awareness, our goals and our sensitivity. A few years ago, for example, in organizing a trip, we would have preferred a structure without a kitchen to be able to eat out almost always and try new restaurants, while now thinking of a trip without the memories related to the preparation of a lunch or dinner at home, the disorder of doing shopping, the small moments of sharing and complicity in setting up, cooking, playing burraco after having coffee or bitter, enjoying all this stupendous ordinariness, is no longer conceivable!

Il nostro modo di viaggiare ha sempre riflettuto in maniera molto fedele il nostro approccio alla vita, e viceversa. I due aspetti sono sempre stati molto legati tra di loro e per questo continuano ad influenzarsi quasi simultaneamente l’uno con l’altro. È inevitabile che si siano evoluti molto in quasi 10 anni di viaggi ed amicizia e questo è un bene perché vuol dire che siamo cambiate anche noi, le nostre priorità le nostre consapevolezze, i nostri obiettivi e la nostra sensibilità. Qualche anno fa ad esempio, nell’organizzare un viaggio, avremmo preferito una struttura senza cucina per poter mangiare quasi sempre fuori e provare nuovi ristoranti, mentre ora pensare ad un viaggio senza i ricordi legati alla preparazione di un pranzo o una cena in “casa”, il disordine nel fare la spesa, i piccoli momenti di condivisione e complicità nell’apparecchiare, cucinare, il burraco dopo aver preso il caffè o l’amaro, il godere di tutta questa stupenda ordinarietà non è più concepibile! ]

 

What is your favourite place, which allows you to resource yourself ?

We don't have a favorite place, or rather, we don't just have one! In Italy, above all, we are fortunate to have many places where we feel at home thanks also to the fact that they bring us back to people who for us are or have become friends. What we could say is that our favorite place is that place that at that specific moment offers us what we need: a bay on the Ligurian Riviera where you can watch the sunset, a rock on the Adriatic sea view to turn your thoughts to, a avenue of cypresses in Tuscany in June that takes us between a hillock full of wheat spikes, a beautiful city of art where we can see people we haven't seen for a long time, the homes of our friends. Another thing we can say, however, is that Rome, our city, will always remain the place that in one way or another will give us the energy we need and that few things make us feel as happy as a fried pumpkin flower eaten in Trastevere or a coffee with cream in Piazza San Lorenzo in Lucina.

Non abbiamo un posto preferito, o meglio, non ne abbiamo solo uno! In Italia soprattutto  abbiamo la fortuna di avere moltissimi luoghi dove ci sentiamo a casa grazie anche al fatto che ci riportano a persone che per noi sono o sono diventate dei bei legami affettivi. Quello che potremmo dire è che il nostro posto preferito è quel luogo che in quel momento specifico ci offre quello di cui abbiamo bisogno: una baia sulla riviera Ligure dove osservare il tramonto, uno scoglio sull’Adriatico vista mare a cui rivolgere i pensieri, un viale di cipressi in Toscana in giugno che ci porta tra un poggio pieno di spighe di grano e l'altro, una bella città d’arte dove rivedere persone che non vediamo da tempo, le case dei nostri amici. Un’altra cosa che possiamo affermare però è che Roma, la nostra città, rimarrà sempre il luogo che in un modo o nell’altro ci darà la carica di cui abbiamo bisogno e che poche cose ci fanno sentire felici come un fiore di zucca fritto mangiato a Trastevere o un caffè con la panna in piazza San Lorenzo in Lucina.]

Last year you launched Pantelleria, your memories visual book about the Italian island of Pantelleria: how was this projet born? Can you share your creative process on this project with us?

Pantelleria has so far been the biggest bet we have made with ourselves and one of the most radical but natural decisions of our life. Back from our summer on the island, we felt we wanted to share with everyone what we had experienced and above all we were fascinated by how that land has been the muse of wonderful photographic works, the protagonist of very interesting stories and the setting of fascinating lives. The aesthetic potential of the work was perhaps the main driver that led us to develop the idea of ​​wanting to create something that would bring all these elements together and speak to everyone about a place that has meant so much beauty to us. We did not yet have our current full-time jobs so we spent our September days at the usual café looking for and contacting those who would later become our beloved collaborators and throwing our memories and information on this obsidian island on a Word sheet. Thanks to an intense work together with "our" graphic designers Sarah and Silvia, without whom nothing you see would have been possible, 9 months later "Pantelleria, a guide in poetic memory" was printed, a work created thanks to the collaboration, exchange and the enthusiasm of dozens of young artists just waiting to bring some warmth of sirocco and sweetness of zibibbo into your homes!

Pantelleria è stata finora la più grande scommessa che abbiamo fatto con noi stesse ed una delle decisioni più radicali, ma naturali della nostra vita. Tornate dalla nostra estate sull’isola sentivamo di voler condividere con tutti quello che noi avevamo vissuto e soprattutto eravamo rimaste affascinate di come quella terra sia stata la musa di lavori fotografici meravigliosi, la protagonista di storie interessantissime e il setting di vite affascinanti. È stato forse il potenziale estetico del lavoro il driver principale che ci ha portato a maturare l’idea di voler creare qualcosa che mettesse insieme tutti questi elementi e che parlasse a tutti di un luogo che per noi ha significato tanta bellezza. Non avevamo ancora i nostri attuali lavori a tempo pieno quindi trascorrevamo le nostre giornate di settembre al solito caffè cercando e contattando quelli che sarebbero poi diventati i nostri amatissimi collaboratori e buttando su un foglio Word i nostri ricordi e le nostre informazioni su questa isola di ossidiana. Grazie ad un intenso lavoro insieme  alle “nostre” grafiche Sarah e Silvia, senza le quali nulla di quello che vedete sarebbe stato possibile, 9 mesi dopo è stato stampato “Pantelleria, una guida in memoria poetica” un lavoro realizzato grazie alla collaborazione, lo scambio e l’entusiasmo di decine di giovani artisti che aspetta solo di portare un pò di calore di scirocco e di dolcezza di zibibbo nelle vostre case! ]

A little anecdote of this travel?

The most particular anecdote about this journey for us concerns precisely what arose from it and how it definitively changed our lives: we became entrepreneurs thanks to it, we met many talented artists, people who will remain in our hearts forever, it gave way to express ourselves with all our creativity and our determination, it gave us an eternal memory in paper and ink, it made us enter the homes of so many people who appreciated us and this is the most satisfying and exciting goal.

L’aneddoto più particolare su questo viaggio per noi riguarda proprio il cosa è scaturito da lui e come ha cambiato definitivamente le nostre vite: siamo diventate imprenditrici grazie a lui, abbiamo conosciuto tantissimi artisti bravissimi, persone che rimarranno nei nostri cuori per sempre, ci ha dato modo di esprimerci con tutta la nostra creatività e la nostra determinazione, ci ha dato un ricordo eterno in carta ed inchiostro, ci ha fatto entrare nelle case di tanta gente che ci ha apprezzato e questo è il traguardo più soddisfacente ed emozionante.] 

 

What are your sources of inspiration, your influences?

We like to go in search of inspirations every day all day, we like to find them in the places, in the words, in the gestures of the hands of those around us and for this reason we like the idea that they are always in constant change, that change as our mood or our taste and that they find us sometimes. The common people who are at the table in the bar next door, who do the line at the market, who visit our own museums, who sunbathe next to us, the bright colors of Matisse, the clean and essential lines of Le Corbusier, the scenes of ordinary life immortalized by Paolo di Paolo, the combination of colors in the photography of Luca Guadagnino. However, it remains a fundamental point of reference that gave birth to Erato and it is the inspiration we represent for each other: each with a personal baggage of interests and knowledge, its own style that reflects the way of being, we are the first "muses" of each other and this always pushes us beyond our individual boundaries and leads us to fix new ones together.

Ci piace andare alla ricerca di ispirazioni ogni giorno tutto il giorno, ci piace trovarle nei luoghi, nelle parole, nella gestualità delle mani di chi abbiamo attorno e per questo ci piace l’idea che siano sempre in continuo mutamento, che cambiano come cambia il nostro umore o il nostro gusto e che siano loro a trovare noi a volte. Le persone comuni che sono al tavolo del bar accanto, che fanno la fila al mercato, che visitano i nostri stessi musei, che prendono il sole accanto a noi, i colori vivi di Matisse, le linee pulite ed essenziali di Le Corbusier, le scene di vita ordinaria immortalate da Paolo di Paolo, l’accostamento di colori della fotografia di Luca Guadagnino. Rimane però un punto di riferimento fondamentale che ha dato vita ad Erato ed è l’ispirazione che rappresentiamo l’una per l’altra: ognuna con un personale bagaglio di interessi e conoscenze, un proprio stile che riflette il modo di essere, siamo le prime “muse” l’una dell’altra e questo ci spinge sempre oltre i nostri confini individuali e ci porta a fissarne di nuovi insieme.]

Please describe us your ideal day…

Our ideal day starts around 9.30, or at least the one together starts at 9.30 when Claudia was up half an hour while Sofia already had a shower, her daily workout and has read 20-30 pages of a book. When we are both there we make an appointment for breakfast (salty for Claudia, sweet for Sofia), we put on a swimsuit, we prepare the bag with the change and we go to the beach. After eating on the beach, sometimes sea urchins and barter, sometimes bread and cheese brought from home (delicious in both cases), we change and go to something new to discover: a country, a museum, a pottery workshop and take pictures with our analogue cameras. Only when we finished the shots we could go back to take a last dip in the sea that is tinged with sunset before going home to prepare dinner; with an open bottle of wine and our favourite playlist in the background, we prepare to receive our friends who will bring more wine, a guitar to play and sing together, more laughter and, above all, the burraco cards: the day could not end without a game!

La nostra giornata ideale inizia intorno alle 9.30, o almeno quella insieme inizia alle 9.30 quando Claudia si è svegliata da appena mezz’ora mentre Sofia per quell’ora ha già fatto doccia, il suo daily workout e letto 20-30 pagine di libro. Quando ci siamo entrambe ci diamo appuntamento per la colazione (salata per Claudia, dolce per Sofia) ci infiliamo un costume, prepariamo la borsa con il cambio e ce ne andiamo al mare. Dopo aver mangiato in spiaggia, a volte ricci di mare e barattiere, a volte pane e formaggio portato da casa (delizia in entrambi i casi), ci cambiamo e andiamo alla volta di qualcosa di nuovo da scoprire: un paese, un museo, un laboratorio di ceramiche e scattare foto con le nostre analogiche. Solo quando avremmo finito gli scatti potremmo tornare a fare un ultimo tuffo al mare che si tinge di tramonto prima di andare a casa a preparare la cena; una bottiglia di vino aperta e la nostra playlist del cuore in sottofondo ci prepariamo a ricevere i nostri amici che porteranno altro vino, una chitarra per suonare e cantare insieme, altre risate e, soprattutto, le carte da burraco: non potrebbe finire la giornata senza una partita! ]

 

How would you describe the ÉRATO summer?

Érato's summer is organized but free to change direction if you feel like it because the new destination, the one you have felt, could be better than the one you thought of. It is a summer that does not give up on a sunset, a sunrise without looking at the clock. It is not always comfortable, it has dark circles and sometimes seawater halos on its clothes but it never spares. It is a summer full of words, meetings and songs. It is the reflection of ourselves and our desires and for this reason it will always be lived with an "open heart".

L’estate di Érato è organizzata ma libera di cambiare strada se ne ha voglia perché la nuova destinazione, quella sentita, potrebbe essere migliore di quella pensata, è un’estate che non rinuncia ad un tramonto, ad un’alba senza guardare l’orologio. Non è sempre comoda, ha le occhiaie e a volte gli aloni di acqua di mare sui vestiti ma non si risparmia mai. È un’estate piena di parole, incontri e canzoni. È il riflesso di noi stesse e dei nostri desideri e per questo sarà sempre vissuta a “cuore aperto”.]

 

Interview by Florence I. J. Franks
All photographs courtesy of Chiara Filippi / @filippi.ch

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